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Tour italico di primavera

12 Apr

Maggio per gli scrittori è un mese da trottole. Molti colleghi vorticano più della sottoscritta che è tenuta a conservare il suo centro di gravità permanente alla scrivania della redazione. Queste le tappe del mio tour italico di primavera:

– 17 aprile, Alba (Cuneo), per incontrare gli alunni della scuola elementare con Due famiglie per Flip (Casaeditrice mammeonline), e la pomeriggio il pubblico di famiglie e  bambini alla biblioteca comunale con la fata delle Bolle e altre storie.

– 23 aprile al mattino alla scuola materna di Sesto san Giovanni con La pulce innamorata (Zelig edizioni), Gaia che fa gli scarabocchi (Valentina edizioni) e  Un folletto in cucina (Paoline). La sera e parte della notte alla libreria Paoline di Milano per la notte bianca di “Io leggo perché”

– l’8 e il 9 maggio a Catanzaro per il progetto Gutemberg con Il coraggio di Ilaria (Pratibianchi) e La libraia (San paolo).

– 11 maggio a Piacenza al corso di laura in Scienza della formazione primaria a parlare di letteratura per ragazzi

– il 18 maggio, Salone del libro di Torino con Io sono Adila (Settenove)

– 22, 23 maggio a Porto Sant’Elpidio (Fermo) per Librinfesta.

– 29 maggio a Certosa di Pavia con Un folletto in cucina (Paoline)

– 5 giugno a Brescia, alla scuola materna delle Orsoline con  Un folletto in cucina.

14 giugno al Bibliofestival di Brembate (Bergamo) incontro aperto al pubblico.

“La libraia” su La vita del popolo

3 Apr

La libraia è uno “scorrevole racconto ricco di citazioni che aprono finestre su altre storie e altri libri, fa percepire il sollievo che un libro giusto riesce a dare alle persone che lo incontrano”; così scrive Francesca Barzi su «La vita del popolo».

A voi il piacere di leggere la recensione per intero!

la libraia

Uno zibaldone di novità

3 Apr

Non riesco sempre a dare conto puntualmente delle novità che accadono, ma è bello anche per me mettere in fila eventi e incontri del mestiere più bello del mondo, quello dello scrittore per ragazzi. E lo faccio a partire dalla mia unica giornata alla Fiera di Bologna; ogni anno è così, toccata e fuga, un’overdose di incontri e di stimoli che fanno di questo evento un grande gioco, ed essere pure pagati (non sempre è vero, ma io mi accontento) per giocare è un privilegiato per pochi. In ordine sparso accade che:
– é uscito il nuovo libro con lo splendido editore Settenove della one woman publisher Monica Martinelli, ovvero Io sono Adila, la storia illustrata di Malala Yousafzai, con le illustrazioni di Anna Forlati e il patrocinio di Amnesty International. E sembra sia stato accolto molto bene e se ne è parlato anche alla trasmissione di Radio 3 Fahrenheit.
– L’altro mio libro con Settenove, ovvero Io sono così con le illustrazioni di Antonio Ferrara è finito nella terna finalista del Premio Andersen nella categoria Miglior libro fatto ad arte. Io ci ho messo solo le parole, e la grafia del titolo, l’arte è tutta di illustratore, editore e grafico, ma sono estasiata lo stesso.
– è partito un progetto con Terre di mezzo, editore che amo molto, per l’albo illustra Scimmiotto fa il giro del mondo, con le illustrazioni di Alessandra Manfredi, in cerca di coedizioni.
– Il libro della collana che dirigo per Paoline, Una spiga per Kahlim sta avendo un’ottima accoglienza nelle scuole.
– é uscito un saggio del critico venezuelano
Fanuel Hanán Díaz dal titolo Visti da lontano (edizione Interlinea) in cui si parla degli autori Icwa, tra i quali ci sono anche io.
– Il romanzo La libraia dopo pochi mesi dall’uscita è stato ristampato.
– Coccole books ha annunciato l’imminente uscita del mio albo Sam vola tra le stelle, in cui immagino Samantha Cristoforetti da bambina nel giorno in decise di fare l’astronauta.
– con l’illustratrice Alessandra Manfredi abbiamo presentato a vari editori due progetti di albi illustrati che sembrano essere piaciuti molto e siamo in attesa della… “migliore offerta”
– è stata annunciata l’uscita a settembre del mio romanzo con Raffaello Portami con te sul tema degli orfani bianchi della Romania
– e poi tanti altri progetti, idee, incontri, soggetti eccc. si semina tanto, ma si raccoglie anche. Ed è una meraviglia!!

Un’intervista dove parlo della scrittura e dello scrivere

17 Mar

Sara Magnoli mi ha intervistata per il sito “Gli amanti dei libri”http:// www.gliamantideilibri.it

A tu per tu con… Fulvia Degl’Innocenti

Giornalista nella redazione del mitico Giornalino e autrice di libri per bambini e ragazzi, Fulvia Degl’Innocenti è un vulcano di scrittura e di idee. Dagli albi illustrati ai romanzi, dai libri di divulgazione (anche sulle bolle di sapone e sul teatro di strada, tanto per dare un’idea della sua versatilità creativa) a manuali per teenagers, fino a tematiche religiose e sociali, ha visto alcune sue storie tradotte anche all’estero. Il suo “La ragazza dell’Est” ha ottenuto il Premio Arpino, il Premio Bitritto Critici in erba, il Premio Città di Biella e il Bancarellino 2011; “Sopravvissuta” è arrivato secondo al Bancarellino dell’anno successivo e finalista al Premio Il castello-Nascimbeni e al Bitritto. Dal 2004 dirige la collana di narrativa “Il parco delle storie” delle Edizioni Paoline e il suo nuovo “La libraia” è un inno alla meraviglia dei libri e della lettura.

La libraia, Edizioni San Paolo, 2014

La libraia, Edizioni San Paolo, 2014

Giornalista e scrittrice: come il modo di scrivere cambia e come quello di una professionalità influenza o meno quello dell’altra, nel suo caso?

Si tratta di due modi diversi sia di vedere la realtà che di rappresentarla con le parole. Un linguaggio più asciutto, essenziale, e uno sguardo più distaccato nel caso della scrittura giornalistica, e un maggiore coinvolgimento emotivo e una costante affabulazione nella scrittura narrativa. Ma in me queste due scritture spesso di intersecano. Sia perché i target di riferimento sono gli stessi (bambini e ragazzi), sia perché mi è capitato spesso di sviluppare in una racconto o un romanzo tematiche di cui prima mi sono occupata per un articolo.

Lei Scrive e ha scritto molti libri anche per bambini piccoli: che cosa pensa della lettura ad alta voce? Quando e perché ha un senso?

La lettura ad alta voce è una magia che ha un senso per tutta la vita. Se nei primissimi anni è un prolungamento di un abbraccio, una portatrice di emozioni e stimoli intellettivi, continua ad avere un ruolo fondamentale anche quando i bambini acquisiscono la capacità di leggere da soli. Leggere ad alta voce significa condivisione, vicinanza, passione comune. E ogni volta che in un incontro, anche con adulti, mi capita di aprire un libro e leggere un brano, ogni tipo di uditorio si azzittisce e viene con me. Anche solo per pochi minuti, nello spicchio di mondo narrato dalle parole che leggo.

Ha trattato, in testi come quello inserito nell’antologia a più voci “Chiamarlo amore non si può”, o nel suo romanzo “La ragazza dell’est”, temi scomodi, come la violenza di genere: qual è per lei l’atteggiamento giusto per uno scrittore che si rivolge soprattutto ai ragazzi per affrontare con loro questo tipo di problematiche?

locandina facebookCop_Bancarellino2_201106

Credo che la letteratura più della cronaca possa aiutare a confrontarsi con una situazione con la giusta dose di identificazione e di distacco. Entriamo in una vicenda, proviamo gli stessi sentimenti, dei protagonisti, ma in un certo senso manteniamo una sguardo esterno. Ecco che allora anche la violenza, il dolla libraiaore, possono essere avvicinati e compresi. Il calore di una storia si avvinghia al cuore del lettore, e rimane con lui per sempre, come una piccola luce per guardare meglio sia la realtà che dentro si sé. E questo senza bisogno di ricorrere a toni crudi ed espliciti, a cui anche i ragazzi più giovani sono quasi assuefatti dal linguaggio dei media.

Ma perché ha scelto una, anzi, due professioni, che hanno a che fare con la scrittura e la lettura?

È una scelta antica, che risale alle prime esperienza nei banchi di scuola con una penna e un foglio bianco davanti. Il gusto per evocare o rievocare una storia, e darle una forma attraverso le parole. Questo è quello che ho sempre voluto fare e che continuo a fare con un piacere immutato. Ogni volta che devo sviscerare un tema per una articolo o che visualizzo una nuova storia, o un progetto editoriale, è come se mi innamorassi. Certo, poi la scrittura è anche fatica, autodisciplina, riscrittura. Ma l’amore è sempre quello.

[CP - 68]  GIORNALINO/PUBBLICITA/PAGINE ... 10 - 08/03/1

Come riesce a conciliare queste due professioni, oltre alla sua “attività” di mamma, in termini di tempo?

Solo questa grande passione unita alla tenacia con cui affronto le varie faccende della vita mi ha permesso di mantenere questi due binari paralleli, anche quando magari le situazioni familiari non sono state semplici. Ma un momento tutto mio per dedicarmi alla scrittura l’ho sempre trovato. Magari rinunciando a piccoli piaceri immediati in nome di un piacere per me grande e insostituibile che è dire a me stessa: sono una scrittrice. Una frase che, quando la pronuncio, mi stupisce ancora, dopo quasi 60 titoli pubblicati. Perché i sogni dei bambini, e questo per me lo era, continuano a essere rivestiti di luce per tutta la vita.

Che consiglio può dare a chi, giovane o meno giovane, vuole avvicinarsi alla scrittura in modo serio?

Credo che l’aggettivo “serio” sia fondamentale. In esso ci leggo in trasparenza la facilità di scrittura, il confronto con modelli letterari diversificati (ovvero leggere, tanto, grandi autori ma anche letteratura di genere) , l’umiltà di chi cerca un riscontro oggettivo (facciamo leggere ciò che scriviamo), coltivare un’idea forte e saperla sviluppare, non avere la pretesa che la nostra vita sia necessariamente interessante per gli altri (troppi aspiranti scrittori di autobiografie). E poi conoscere bene il mercato editoriale, ed essere assidui frequentatori di librerie e biblioteche.

La libraia su “Il Pepe Verde”

18 Dic

Forse si tratta di una malattia contagiosa, chissà! Ma anche «Il pepe verde» non ha potuto fare a meno di recensire La libraia!
Giulietta Bemporad, autrice dell’articolo, scrive che La libraia è un’opera «complessa e organica e ricca di citazioni culturali». A questo punto devo svelarvi un piccolo segreto… Il mio romanzo è come una scatola, un contenitore dove potete trovare tanti altri libri. Quali? Be’, Giulietta Bemporad ne cita qualcuno: Pinocchio, Il Visconte dimezzato, le poesie di Hikmet…

Se volete leggere l’intera recensione, cliccate qui!

La libraia è imperdibile!

10 Dic

Basterebbe la chiusa di questa bella recensione, scritta da Rossana Sisti e pubblicata su «Avvenire», a far gongolare dalla felicità qualunque scrittore:

“Imperdibile”.

Proprio così, ha scritto: “Imperdibile”! Ma i nostri giudizi vanno sempre – o quasi – motivati, e allora aggiungo che, per l’autrice dell’articolo, La libraia è

“un romanzo di grande intensità, una storia che vede muovere personaggi veri e complessi, raccontati con un linguaggio che mai cede al dolciastro”.

Cosa dire di più? Be’, se ancora non l’avete fatto, andate a leggere La libraia, se no, rileggetelo!

PS La recensione completa la trovate qua.

“La libraia”, ossia quando i libri curano per contatto intimo e profondo.

10 Nov

Su Libri e Marmellata c’è una bella recensione a La libraia, una di quelle che uno scrittore sogna sempre per i suoi romanzi. Io mi limito a proporvene un brevissimo estratto, voi però andate a leggerla per esteso sul  sito!

Leggendo il romanzo di Fulvia Degl’Innocenti – La libraia – pubblicato da poche settimane dalle edizioni San Paolo, ho trovato uno specchio per il mio pensiero: il sentire che i libri non curano tramite spiegazioni, istruzioni, consigli, ma curano per contatto intimo e profondo.